È colpa tua, sempre e per tutto: dagli anacardi a Instagram

Gli anacardi non sono etici, H&M sfrutta, su Instagram non pubblichi abbastanza. Ovunque giri lo sguardo qualcuno ti dice che è colpa tua. Io faccio del mio meglio e anche basta.
Elena Galli mostra sul palmo della mano due tessere con la parola NO, accanto al titolo: è colpa tua, sempre e per tutto, dagli anacardi a Instagram. Senso di colpa e social

Vedi un post su Instagram che ti consiglia di mangiare più frutta secca. Vai al supermercato, compri gli anacardi, convinta di aver fatto una scelta sensata. Torni a casa, apri TikTok e trovi il video di una che ti spiega che gli anacardi non sono etici, perché per sgusciarli si sfrutta manodopera femminile nei paesi asiatici.

Per sfogarti prendi la macchina e vai al centro commerciale. Vedi una cosa carina da H&M, la compri, torni a casa. Riapri i social e su Telegram trovi un articolo dell’Indipendente: H&M è accusata di sfruttamento nella filiera della lana e quei capi non andrebbero comprati.

Poi arriva quell’altro contenuto che ti dice che dovremmo comprare in modo consapevole e che ogni volta che non ci informiamo la colpa è nostra. Sempre nostra, perché non sappiamo le cose.

Come si fa davvero a sapere?

Io però mi chiedo come si faccia davvero a sapere. Viviamo in un mondo in cui tutti dicono il contrario di tutto. Sullo stesso social o sugli stessi giornali ogni giorno esce una notizia diversa. Siamo la generazione con più accesso all’informazione della storia e ci troviamo davanti un mare di contenuti senza sapere più dove guardare.

Vai a leggere l’articolo scientifico e dopo un mese scopri che quella ricerca era pagata da un’azienda farmaceutica. Leggi di un prodotto “sano” di una multinazionale e scopri che lo studio l’ha finanziato la multinazionale stessa. Decidi di lasciare i farmaci per passare agli oli essenziali. Poi trovi l’articolo su chi sfrutta le piantagioni in Africa per produrre il legno dell’incenso.

A quel punto ti chiedi come cacchio fai a vivere. Dovresti lasciare la città, andare in campagna, avere la mucca per il latte, la pecora per la lana, le galline per le uova. Il telaio per farti i maglioni da sola, i pannelli solari, l’orto biologico a km zero. Nel frattempo dovresti restare aggiornata su tutto quello che esce nel mondo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. Altrimenti, di nuovo, è colpa tua.

E allora io mi domando dove trovo il tempo per vivere e per fare quello che mi piace, se passo la giornata a inseguire regole imposte da qualcun altro.

Informare è giusto, colpevolizzare no

È giusto informare le persone. È giusto renderle consapevoli che si possono prendere decisioni più ponderate, che fanno bene alla propria vita, all’umanità, a madre natura. Parlare di responsabilità però è diverso dal colpevolizzare. Oggi ovunque giri lo sguardo c’è qualcuno che ti dice che è colpa tua. A me questa cosa dà fastidio.

Crediamo di dover imparare tutto. Nessuno è mai riuscito a leggere tutta la biblioteca di Alessandria, eppure esiste il mito che se non ci informiamo su ogni singola cosa la colpa sia nostra. Forse servirebbe fermarsi e chiedersi quali sono i temi che mi stanno davvero a cuore. Su cosa posso fare la differenza nella mia giornata? Altrimenti scatta un senso di colpa che finisce per bloccarti su tutto.

Lo stesso succede su Instagram

Succede esattamente la stessa cosa su Instagram. È colpa tua se non hai pubblicato tutti i giorni. È colpa tua se non conosci l’ultimo aggiornamento uscito. Stare al passo con tutto mentre porti avanti una vita, una famiglia e degli impegni è semplicemente impossibile.

Io non mi sento più in colpa per niente. Cerco di fare del mio meglio. Se quel meglio non basta per tutto, va bene così. Più di quello non riesco a fare.

C’è anche un sacco di gente che ti fa sentire in colpa apposta, perché deve venderti qualcosa. Un corso, un libro, un metodo che ovviamente sarà quello giusto, quello che ti darà l’illuminazione sulla via di Damasco. Di questa gente non ne posso più.

Si può vivere serenamente impegnandosi e facendo del proprio meglio, senza sentirsi sempre in difetto perché non si riesce a fare scelte perfette in ogni ambito, dall’alimentazione alla salute, passando per il fitness e l’ecologia.

E anche basta.

Se il senso di colpa ti blocca pure con Instagram e ti sembra di non farne mai abbastanza, scrivimi. Ne parliamo in consulenza e troviamo insieme cosa ha davvero senso fare nella tua giornata.

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Dettaglio di Elena Galli con pennarelli colorati nella tasca dei jeans e maglietta gialla

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